Esiste uno stretto legame fra nutrizione e salute dei capelli. È sufficiente vedere la composizione chimica dei capelli per rendersi conto che essi sono costituiti per il 65/96% da proteine solide quali la cheratina e per il resto da acqua, grassi, pigmenti e oligoelementi. Ciò significa che una che dieta e capelli rappresentano un binomio che è opportuno sempre tenere a mente. Questo è vero al netto delle patologie del cuoio capelluto come l’alopecia androgenetica o l’alopecia areata, per le quali non è sufficiente seguire solamente una dieta bilanciata.

PROBLEMI DI CAPELLI DOVUTI A UNO STILE DI VITA ERRATO
Se è vero affermare che un’alimentazione varia e sana contribuisce alla salute del capello, è altrettanto vero che i capelli sono tra i primi “annessi cutanei” (così come anche il cuoio capelluto) a risentire di una dieta sbilanciata o di uno stile di vita scorretto. Un’alimentazione inadeguata o cattive abitudini (prime tra tutte il fumo) è infatti dannosa alla salute del follicolo pilifero. A stati carenziali, specie qualitativi, potrebbe conseguire un effluvio a volte riparabile solo in parte. Vanno anche valutate con molta attenzione importanti variazioni di peso che potrebbero provocare uno squilibrio di tipo ormonale nel sesso femminile. Alcuni specialisti hanno fissato una soglia di peso nelle donne, al di sotto della quale possono facilmente comparire queste alterazioni: questo limite è posto a circa 50 kg. In definitiva quindi, diete particolarmente restrittive e squilibrate, o che siano prive delle sostanze necessarie alla salute dei follicoli piliferi, sortiscono esattamente l’effetto opposto a quello desiderato (caduta dei capelli, assottigliamento dei capelli, seborrea).
Il motivo che sta alla base di questo stretto legame tra dieta e capelli consiste nel fatto che i capelli vengono “nutriti” da dentro e non da fuori, cioè tramite l’irrorazione sanguigna del cuoio capelluto; quindi se l’apporto dietetico risulta non adeguato, assieme a tutti gli altri tessuti, anche il cuoio capelluto ne potrebbe risentire in maniera proporzionale alla gravità dello stato di malnutrizione.

DI QUALI ELEMENTI HANNO BISOGNO I CAPELLI?

Come nutrire i capelli con una corretta dieta

Certamente una dieta equilibrata e corretta migliora la qualità dei capelli a partire dalla radice. In alcuni casi e sempre seguendo il consiglio di un medico tricologo, un’integrazione alimentare, a cicli di almeno 3 mesi per 2 volte l’anno, ne può stimolare la vitalità.
Per capire la migliore dieta per i capelli bisogna partire dalla loro anatomia. Essi sono costituiti da un intreccio di proteine, acqua, lipidi, minerali, vitamine e pigmenti. L’apporto proteico è essenziale per la salute dei capelli. Se si vuole un dato numerico per orientarsi, le attuali linee guida consigliano un apporto proteico giornaliero pari a 0,8 grammi per kg di peso corporeo (con uno stile di vita mediamente attivo).
Inoltre bisognerebbe bere almeno due litri di acqua al giorno, considerano anche l’acqua contenuta in succhi, brodi e bibite di vario tipo. Non possono poi essere eliminati i lipidi totalmente dalla dieta, perché, come detto, fanno parte anche loro della struttura del capello. Per quanto riguarda minerali  e vitamine, essi sono contenuto nelle verdure e nella frutta sia fresca, ma soprattutto secca, ricca di elementi fondamentali come zinco e rame. È sufficiente l’assunzione giornaliera di 3-4 unità tra pinoli, mandorle, anacardi, ecc. Con la globalizzazione sono entrati nella nostra dieta alimenti con un forte potere antiossidante e antinfiammatorio (semi di lino, di canapa, di chia) e semplicissimi da utilizzare, soprattutto con insalate. Sul tema dieta e capelli inoltre non possono essere dimenticate le vitamine: ricordiamo la vitamina D (nel salmone), le vitamine B5 e B6 (lievito di birra, tuorlo d’uovo) e le vitamine E ed F (olio di girasole, di mais e di soia).
Molto importante infine è evitare i picchi glicemici soprattutto nei soggetti che soffrono di patologie al cuoio capelluto come la dermatite seborroica. Il consiglio prevalente è quello di diminuire la quantità di cibo all’interno di ogni pasto ed aumentare il numero dei pasti, andando ad inserire due spuntini a metà mattina e metà pomeriggio. Una buona abitudine è quella di bilanciare proteine, carboidrati e grassi in tutti i pasti, compresi gli spuntini.