Quando si decide di ricorrere alla tricopigmentazione, ci sono dei passaggi obbligatori per cui passare. Uno di questi passaggi è la scelta dell’hairline, ovvero dell’attaccatura frontale dei capelli. Da questa scelta dipende direttamente la buona riuscita del trattamento.

Se questo passaggio viene tralasciato o sottostimato, la naturalezza del risultato ne risente. Lo studio e il disegno dell’hairline sono passaggi preliminari molto importanti di cui tener conto. Nel momento della scelta dell’attaccatura dei capelli da disegnare, dobbiamo prendere in considerazione la forma, l’intensità e le eventuali sfumature da realizzare.

Come scegliere l’hairline

Tricopigmentazione: progettazione dell'hairline su effetto rasato

Prima di tutto, chiariamo bene di cosa stiamo parlando. L’hairline è la zona di attaccatura dei capelli tra la fronte e il cuoio capelluto. Se tale linea è assente, spesso i pazienti richiedono un’attaccatura evidente, netta e marcata proprio per contrastare il disagio dovuto al proprio diradamento. In realtà volere un’attaccatura molto visibile è sbagliato, semplicemente perché vuol dire non tener conto delle particolarità del proprio viso e ottenere quindi un risultato tutt’altro che realistico. L’hairline, infatti, deve tenere conto dell’etnia, dell’età del paziente e della sua morfologia del viso. La tricopigmentazione mira a coprire i diradamenti e la calvizie in modo tale che una seconda persona guardando non si accorga del trucco. Questo sarebbe impossibile con un’attaccatura marcata, per quanto possa essere eseguito bene il lavoro. In ogni caso si consiglia sempre di iniziare con un’attaccatura non troppo bassa e abbastanza sfumata e, in caso, modificare l’hairline con il tempo.

Per quanto riguarda invece la sfumatura, bisogna tenere conto che l’attaccatura presenta sempre unità follicolari singole e quindi il tricopigmentista dovrà stare attento a realizzare puntini più piccoli e iniettare meno pigmento in questa zona.

Di cosa tenere conto

Innanzittutto, ricordiamo che, comunemente, l’attaccatura ha una forma a “U” o “V” per l’uomo caucasico, mentre è più dritta e squadrata per gli africani e una stempiatura tipica per ogni età. Nei pazienti di sesso femminile, invece, l’attaccatura è più tonda e in genere non presenta stempiature. È bene sottolineare, in questo caso, il vantaggio della tricopigmentazione semipermanente che permette di modificare l’effetto e quindi anche l’attaccatura con il passare del tempo e adattarla ai cambiamenti del viso.

Ricapitolando, elenchiamo le caratteristiche del paziente da prendere in considerazione durante il disegno dell’hairline.

  1. Morfologia del viso: si tratta della forma del volto, la struttura ossea e l’ampiezza della fronte.
  2. Sesso del paziente. Come abbiamo detto, l’attaccatura frontale è diversa negli uomini rispetto alle donne.
  3. Età del paziente: l’attaccatura frontale e la stempiatura dipendono per la maggior parte dall’età. Più il paziente è giovane, più l’attaccatura può essere avanzata.

È in ogni caso necessario consultarsi con il professionista e confrontare le aspettative con la realtà. Un buon dialogo tra il tricopigmentista e il paziente è la chiave di una tricopigmentazione ben riuscita.