Un’affezione infrequente ma cronica: la follicolite decalvante

Con il termine follicolite s’intende una generica infiammazione a carico dei follicoli piliferi, sia sul cuoio capelluto che in altre parti del corpo. In linea generale la follicolite superficiale è un disturbo di lieve entità, si manifesta con macchioline in rilievo, ripiene di pus, che assomigliano a piccoli brufoli e normalmente regredisce in maniera spontanea nell’arco di un breve periodo. In caso di follicoliti più gravi che causano delle lesioni cutanee più profonde, si deve invece ricorrere a creme cortisoniche o antibiotiche.
Raccontata in maniera semplificata, la follicolite decalvante è una patologia stafilococcica profonda che interessa il cuoio capelluto, caratterizzata dalla formazione di pustole che tendono a raggrupparsi e portano alla perdita dei capelli. Si assiste quindi alla formazione di zone interessate da alopecia associate alla distruzione del follicolo pilifero.

FOLLICOLITE DECALVANTE: DI COSA SI TRATTA E CHI COLPISCE
La follicolite decalvante è probabilmente la varietà di alopecia cicatriziale meglio caratterizzata su piano clinico. Si tratta di un’affezione abbastanza rara rispetto all’alopecia androgenetica o altre patologie che portano alla caduta dei capelli. Rappresenta l’11% di tutti i casi di alopecia cicatriziale primitiva ed è più frequente nel maschio che nella femmina; colpisce preferibilmente l’età adulta ed è diffusa soprattutto tra gli afro-americani, probabilmente per la particolare morfologia del follicolo.
L’eziologia della follicolite decalvante non è totalmente chiara, ma è ormai pacifico che lo Staphiloccocus aureus, in soggetti geneticamente predisposti, giochi un ruolo importante nella sua patogenesi, visto che il batterio può essere isolato in quasi tutti i pazienti con questa patologia non trattata. Questa affezione colpisce principalmente il vertice e l’area occipitale del cuoio capelluto e si manifesta, inizialmente, con papule e pustole eritematose a localizzazione follicolare che, una volta erose, si ricoprono di croste siero-emorragiche; possono associarsi fenomeni di eritema perifollicolare e sanguinamento spontaneo. Nelle lesioni successive, i follicoli danneggiati confluisco e si fondono tra di loro formando i cosidetti “Tufted Follicolari”, cioè un insieme di  5-20 capelli che fuoriesce da uno stesso orifizio dilatato; si osservano inoltre aree di alopecia cicatriziale di forma irregolare, atrofiche, traslucide e di colorito bianco-avorio. Il decorso della malattia è cronico-recidivante con una tendenza alla stabilizzazione solo dopo molti anni: le lesioni, di numero e dimensioni variabili, tendono lentamente ad aumentare interessando pian piano gran parte del cuoio capelluto.

I SINTOMI PIU’ DIFFUSI E LE POSSIBILI CAUSE
La sintomatologia generale è caratterizzata da dolore, prurito, e sensazione di bruciore. Come già accennato, i sintomi tipici e specifici sono due: il decorso della follicolite decalvante è caratterizzato inizialmente da infiammazione follicolare con pustole a capoccia di spillo situate in corrispondenza dei follicoli piliferi e successivamente da distruzione del follicolo pilifero stesso con caduta dei capelli e formazione di chiazze alopeciche cicatriziali. Tale infiammazione porta più follicoli a fondersi tra loro e così i capelli residui fuoriescono a ciuffi dallo stesso ostio follicolare nei pressi delle aree cicatriziali. I ciuffi di capelli che escono integri, da un solo ostio follicolare rappresentano la seconda tipicità della follicolite decalvante.
Per quanto riguarda le cause, sebbene spesso possa essere evidenziata la presenza di un batterio nel liquido delle pustole (lo stafilococco aureo), è un’ipotesi ormai accettata anche la connessione ad un problema di tipo immunitario. La terapia, a volte problematica, mira principalmente alla eradicazione dello stafilococco aureo con l’assunzione da parte del paziente di specifici principi attivi, come la doxaciclina. La terapia immunostimolante e antibiotica per via generale, ha di solito effetto solo durante il periodo di somministrazione.