Il Lichen Planus è un’eruzione infiammatoria ricorrente e pruriginosa caratterizzata da papule singole, di piccole dimensioni, poligonali, a superficie piana e violacee che possono confluire formando placche squamose ruvide, spesso accompagnate da lesioni al cavo orale e/o ai genitali. La diagnosi è di solito clinica e può essere supportata dalla biopsia cutanea. In campo tricologico invece il Lichen Planopilare è una patologia del cuoio capelluto, fortunatamente piuttosto rara (meno del 5% dei soggetti affetti da lichen planus classico), ma fino al 40% dei pazienti con lichen del cuoio presentano la malattia in un’altra sede cutanea e particolarmente alle unghie.

COME SI RICONOSCE IL LICHEN PLANOPILARE
Il Lichen plano-pilaris o Lichen Planopilare è una rara malattia infiammatoria cicatriziale, che porta alla distruzione definitiva del follicolo pilifero e quindi ad un’alopecia cicatriziale irreversibile. Per questo è importante rivolgersi a un dermatologo o ad un medico tricologo per diagnosticare tale malattia il più presto possibile, prima che provochi dei danni estetici e psicologici.
I sintomi più comuni: prurito, dolore, bruciore e notevole sensibilità al tatto del cuoio capelluto. La patologia non colpisce di solito una singola zona del capo, ma d’altro canto il cuoio capelluto raramente è colpito nella sua interezza. I segni clinici, che evidenziano la fase attiva in cui si trova questa patologia del cuoio capelluto comprendono la comparsa di papule follicolari eritematose, di colorito variabile dal violaceo al brunastro e l’ipercheratosi follicolare spinulosica, seguita da desquamazione, caduta dei capelli e diradamento. Studi clinici hanno riportato in particolare un intenso prurito del cuoio capelluto, che a volte può precedere anche di molti mesi lo sviluppo delle prime chiazze alopeciche e quindi la perdita dei capelli.

LA PROBLEMATICITA’ DELLE TERAPIE
La terapia, problematica, viene per lo più realizzata con corticosteroidi per via topica o generale, associati a farmaci antinfiammatori e talvolta immunosoppressivi. Sfortunatamente, nonostante siano disponibili dei  trattamenti per questa patologia del cuoio capelluto, la maggior parte dei pazienti è destinata a non guarire del tutto ed è costretta a convivere con il lichen planus per tutta la vita, poiché non è tuttora chiarito il fattore eziologico veramente (e non solo idealmente) responsabile della dermatosi: una volta diagnosticata, il paziente dovrà seguire scrupolosamente il trattamento terapeutico per tutta la vita o comunque per tempi molto lunghi.
É essenziale quindi informare il paziente che alla fine del trattamento, non vedrà ricrescere i capelli nelle zone colpite, ma non vedrà nemmeno continuare il processo di diradamento dei capelli in nuove aree di alopecia.
Quando il processo infiammatorio si è finalmente stabilizzato, cosa che può avvenire dopo molti anni, è possibile considerare (dopo un’attenta valutazione del medico tricologo) un trattamento chirurgico ricostruttivo o, in alcuni casi, un trattamento di tricopigmentazione. La tricopigmentazione rientra nella branca della micropigmentazione cutanea utilizzata ad esempio per trucco permanente o tatuaggi, ma evolutasi per simulare nel cuoio capelluto la presenza di capelli (dall’aspetto rasato e non solo) una copertura in zone soggette a calvizie androgenetica, ma anche ad alopecia cicatriziale, come quella causata dal Lichen Planopilare appunto. La realizzazione di un effetto di qualità riesce a simulare in modo ottimale la presenza di capelli senza condizionare lo stile di vita della persona che si sottopone, con tempi, costi e disagi notevolmente più ridotti rispetto ad un trapianto di capelli.